Washington, gennaio 2026 – L’amministrazione del presidente Donald Trump sta valutando una nuova misura che potrebbe cambiare radicalmente le modalità di ingresso negli Stati Uniti per milioni di viaggiatori stranieri. La proposta prevede che chi richiede l’autorizzazione elettronica di viaggio, nota come ESTA, debba dichiarare i propri profili social utilizzati negli ultimi cinque anni.
Il provvedimento, pubblicato sul Federal Register, si inserisce in un più ampio piano di rafforzamento dei controlli alle frontiere, con l’obiettivo dichiarato di prevenire minacce alla sicurezza nazionale. Le autorità statunitensi precisano che non verranno richieste password o accessi diretti agli account, ma solo i nomi utente, per consentire la consultazione dei contenuti pubblicamente visibili.

Secondo il governo, l’analisi dell’attività online aiuterebbe a individuare comportamenti sospetti, legami con estremismo o dichiarazioni incompatibili con le finalità del viaggio. Tuttavia, la misura ha sollevato forti critiche da parte di esperti di privacy e diritti digitali, che parlano di una forma di sorveglianza preventiva basata sull’identità digitale delle persone.
Organizzazioni civili sottolineano come post ironici, opinioni politiche o contenuti decontestualizzati possano diventare motivo di esclusione dal paese, con il rischio di decisioni arbitrarie. Inoltre, la raccolta di dati social si affiancherebbe ad altre informazioni già richieste, come email utilizzate negli ultimi dieci anni e numeri di telefono passati.
Non è la prima volta che gli Stati Uniti adottano misure simili: controlli sui social erano già presenti in forma facoltativa negli anni precedenti, ma la novità sta nel renderli sistematici e più estesi. Il dibattito resta aperto anche sul piano economico, poiché il turismo internazionale potrebbe risentirne, scoraggiando viaggiatori e professionisti.
La proposta è attualmente in fase di consultazione pubblica e potrebbe subire modifiche prima dell’entrata in vigore. Resta però chiaro il segnale politico: nell’era digitale, anche la vita online diventa un fattore determinante per attraversare un confine.
